Autore Topic: Ho provato il futuro del gaming  (Letto 558 volte)

Offline Seph

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Ho provato il futuro del gaming
« il: Gennaio 26, 2018, 18:34:30 »
Nota: Il servizio GeForce NOW qui in esame non va confuso con l'omonimo servizio indirizzato ai dispositivi della famiglia NVIDIA Shield. In quel caso bisogna pagare un abbonamento mensile di circa 10€ per avere accesso a una lista di giochi Android e Windows, si tratta di una sorta di Netflix per i videogiochi, mentre con GeForce Now per PC e Mac si possono giocare via cloud i titoli che si possiedono su Steam, uPlay e Battle.net.


Fondamentalmente NVIDIA mette a disposizione l'hardware che si trova in 10 dei suoi data center sparsi per tutto il mondo per fare lo streaming di un desktop virtuale. Il client PC di GeForce NOW, quindi, funziona attraverso i servizi dei distributori di videogiochi di terze parti, smaltendo automaticamente gli oneri di aggiornamento del software e patching. Una volta effettuato il login iniziale ai vari servizi esterni, si può gestire tutto dal client di GeForce NOW senza doversi spostare da un client all'altro come purtroppo richiede recentemente l'ecosistema del PC gaming.



GeForce NOW mi ha messo a disposizione una Tesla P40 con 24 GB di VRAM.

Potenza di calcolo che ho potuto usare a mia discrezione, impostando i settaggi visivi che volevo. Non ho dovuto ragionare nel modo tradizionale, nel senso che ho potuto osare con la configurazione senza preoccuparmi delle prestazioni.

Ho provato GeForce NOW con diversi giochi come Batman Arkham Knight, Rainbow Six Siege, Ghost Recon Wildlands e Prey. GeForce NOW trasmette le immagini a 1080p nella maggior parte delle volte a 60fps. In alcuni casi, come per Fortnite, viene abilitato il frame rate di 120fps. Rainbow Six Siege va al massimo a 90fps, mentre PlayerUnknown's Battlegrounds e Ark Survival Evolved al massimo a 60fps.



Il servizio di cloud gaming elabora il gioco in remoto, fa 60 screenshot al secondo e li manda indietro al giocatore, con il client di quest'ultimo che comunicherà costantemente tutti gli input immessi. Tutto questo comporta un uso molto importante della banda, con immagini che giungono al client locale in formato non compresso e quindi decisamente pesanti, requisito indispensabile per mantenere alta la qualità visiva. Fondamentalmente, GeForce NOW usa tutte le risorse in termini di larghezza di banda che trova, scalando automaticamente la qualità della trasmissione in funzione delle prestazioni della connessione.

Così come il client GeForce NOW per dispositivi Shield, anche quello per Windows dispone di un test integrato delle prestazioni della rete che va a misurare la bandwidth disponibile, l'eventuale perdita di frame e la latenza. Se del limite minimo in termini di bandwidth abbiamo già detto vale probabilmente la pena sottolineare come il ping massimo indicato da NVIDIA sia quello di 80 ms. Detto questo, però, va aggiunto che un sistema del genere va a mettere sotto sforzo anche la rete wifi oltre che la connessione a internet, non essendo scontato che il router di casa riesca a gestire una mole così consistente di trasmissioni di dati rispetto al laptop o al terminale che si usa per accedere al cloud gaming.



Dopo aver eseguito il test il client individua il data center a cui connettersi, nel mio caso NVIDIA EU Central. NVIDIA dispone complessivamente di 9 data center per gestire il servizio GeForce NOW e l'ultimo della serie è stato recentemente aperto ad Amsterdam. Ce ne sono altri due in Europa, in Germania e nel Regno Unito, mentre il resto dei data center si trova negli Stati Uniti come dettagliato dal seguente schema.



Perché NVIDIA è interessata a portare avanti un progetto che teoricamente può limitare la vendita di schede video? Se si pensa all'ecosistema Mac la risposta è semplice, visto che una percentuale molto ridotta di giochi viene convertita per poter essere eseguita nativamente sui sistemi dotati di Mac OS X. Ma anche nel caso del PC abbiamo una moltitudine di utenti che non possiede hardware performante, perché banalmente non ha le risorse economiche per acquistarlo.

Un cambiamento, certo, non di poco conto, soprattutto se si considerano i possibili impieghi futuri di tecnologie come queste. Si pensi ai dispositivi di realtà aumentata di dimensioni così ridotte da rendere impossibile la presenza in essi dell'hardware necessario all'elaborazione della grafica. Difficile pensare ad un futuro dei videogiochi che non impieghi il cloud gaming in maniera importante.

Fin quando sarà in beta GeForce NOW per PC e Mac potrà essere provato da tutti con pochissimi limiti (sessioni di gioco al massimo di 4 ore) e gratuitamente.

Offline RikkTheGaijin

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #1 il: Gennaio 27, 2018, 08:35:56 »
Ma non c'era una roba simile anni fa? Si chiamava Onlive ed e' stato un super flop, sono andati in bancarotta...

Offline Seph

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Offline RikkTheGaijin

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #3 il: Marzo 06, 2018, 02:28:19 »
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Offline Seph

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #4 il: Marzo 06, 2018, 09:06:28 »
R.I.P.

Sei fiducioso mi sembra di capire  ;D

Offline DyingSweetly

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #5 il: Marzo 06, 2018, 09:26:22 »
E' veramente così impossibile questo scenario?

*fi* *fi* *fi* *fi *fi* *fi* *fihhhhhhhhhh* *fi* *fi* *fifi* *fi* *fi*

Offline Seph

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #6 il: Marzo 06, 2018, 11:06:43 »
con i prezzi delle schede video alle stelle spero tanto che funzioni, oppure si aspetta che il mining crolli.

Gigabyte Radeon RX 580 Gaming 4G https://geizhals.eu/?phist=1610166           210€ a giugno 2017 ->   419€ adesso
Sapphire Nitro+ Radeon RX 580 8GD5 https://geizhals.eu/?phist=1610154        235€ a giugno 2017 ->   474€ adesso
MSI GeForce GTX 1080 Gaming X 8G https://geizhals.eu/?phist=1449271          480€ a giugno 2017 ->    750€ adesso
ASUS ROG Strix GeForce GTX 1080 Ti OC https://geizhals.eu/?phist=1587607   695€ a giugno 2017 ->    1099€ adesso

normalmente con il passare del tempo il prezzo dei prodotti tecnologici dovrebbe scendere in fretta, non raddoppiare  :'(

Offline Presidente

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #7 il: Marzo 06, 2018, 11:07:30 »
Grazie criptovalute  ;D

Offline Seph

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #8 il: Ottobre 03, 2018, 14:42:59 »


con in giro Google secondo me a nvidia o sony non conviene per un cazzo mettercisi a far concorrenza.

Offline Seph

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Re:Ho provato il futuro del gaming
« Risposta #9 il: Novembre 02, 2018, 16:03:12 »
Più di mille persone stanno lavorando su un progetto che nei piani di Electronic Arts getta le fondamenta per il futuro dei videogiochi.

I giocatori dovranno semplicemente scaricare un piccolo client e accederanno a giochi che vengono processati da remoto nei data center di EA.

Molte compagnie hanno già fatto esperimenti con il cloud gaming, non sempre con risultati brillanti. OnLive è stata una delle società precorritrici in tal senso: la sua tecnologia, dopo l'acquisizione di Sony nel 2015, è alla base del servizio PlayStation Now. Anche Square Enix ha provato la scalata al cloud gaming, nel 2014 con il servizio denominato Shinra. La società con radici italiane Cloudgine, inoltre, ha lavorato con Microsoft per la gestione sul cloud della fisica di Crackdown 3. Infine, qualche giorno fa Google ha mostrato come sia possibile giocare al nuovo Assassin's Creed Odyssey su Chrome servendosi proprio dell'elaborazione via cloud all'interno del cosiddetto Project Stream. Mentre Microsoft ha annunciato qualcosa di molto simile con Project xCloud.

https://medium.com/@Electronic_Arts/announcing-project-atlas-a-vision-for-a-cloud-native-gaming-future-d58ef77f74db