Autore Topic: Ghost  (Letto 59 volte)

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Ghost
« il: Settembre 26, 2019, 16:38:50 »
I Ghost! Li avevo seguiti all’epoca dei primi due, poi li avevo persi, poi li ho ripresi (2 dischi, un EP e un live dopo!) e ora direi che sono decisamente in fissa. Per chi se li fosse persi: band misteriosa, finita sotto i riflettori nel 2010 come opener dei Metallica (e col deciso supporto di Hetfield), tutti indistinguibili nel loro saio nero e maschera in stile veneziano, meno il cantante-catalizzatore vestito da antipapa con face painting e protesi facciale. Riescono a mantenere l’aura di mistero per un lustro, tipo, incredibile di questi tempi, fino a quando una faida/causa interna fa scoprire la verità: si tratta di una one-man-band (alla Bathory, alla Nine Inch Nails) dove il frontman è lo svedese Tobias Forge, praticamente anche unico autore dei pezzi. Non la pensavano così i suoi compagni di band fino al 2017, che si aspettavano diritti d’autore, ma la baracca è stata tirata su praticamente da Forge solo. Rimangono sempre mascherati e hanno tirato su un simpatico teatrino dove il cantante viene licenziato/ucciso/digievoluto dopo ogni disco. Stanno diventando sempre più forti, grazie anche a tour su tour negli USA, e sono anche parecchio prolifici.




Opus Eponymus (2010)

Il debutto è un bel dischettino: al netto di due strumentali ci sono solo 7 pezzi, in pratica. Uscito adeguatamente per la Rise Above: rimanda al doom, e alla NWOBHM di fine ‘70/primi ’80. “Ritual” e il suo riff hanno lanciato l’idea del tutto…addirittura ho letto che l’idea originale di Forge fosse un progetto con lui chitarrista e cantanti come Messiah Marcolin o Mats Leven (o altri svedesi) e visto il rifiuto di tutti si sia messo lui a cantare. Il suo cantato molto melodico, pulito, e ben poco metal, da al tutto un effetto decisamente unico e spiazzante che ‘filosoficamente’ può ricordare i Mercyful Fate. Certamente aiutano anche i testi esclusivamente satanici. Ci sono belle cavalcate come “Elizabeth”, il primo singolo, o idee originali come il coro ecclesiastico di “Con Clavi Con Dio”. Va giù come l’acqua, consigliato.



Infestissumam (2013)

Dopo 3 anni di duro lavoro, a sorpresa passano sotto una major e vanno a registrare a Nashville, patria del sound più leccato d’ America. Il risultato è il disco che li ha resi celebri e sicuramente rimane il loro più melodico, coraggioso e sperimentale. Decisamente meno riffoso del precedente (anche se qualcosa c’è, come “Per Aspera Ad Inferi”), si va ancora più indietro negli anni ’70 con il sound, tra hammond in evidenza e giri di chitarra più in linea con l’epoca. Cazzo, il primo singolo “Secular Haze” è costruita intorno ad una marcetta da organo e “Zombie Queen” è praticamente surf rock. Mediamente è molto, molto melodico, con un feeling retrò (vedi “Idolatrine” e “Body And Blood”), il che ha fatto storcere il naso a parecchi metallari…resta il fatto che siano tutte melodie che si stampano in testa. La parte da leone però la fanno le parti con il coro gregoriano (sono dovuti andare a Los Angeles per questo, dato che a Nashville si rifiutavano di cantare per Satana :-D): oltre a portare una delle loro canzoni migliori (“Year Zero”) , regalano anche l’opener più gasante a memoria d’uomo e la chiusura perfetta (“Monstrance Clock”).

Li vidi dal vivo in occasione del Sonisphere. Chiaramente sarebbe stato meglio al chiuso (forse in Italia erano anche riusciti a fare un concerto in una chiesa sconsacrata), ma hanno dimostrato di saper tenere anche un festival. Hanno fatto il meglio che potevano fare con il tempo a disposizione e l’effetto di vedere Papa Emeritus con le sue movenze davvero…papali funziona. Qualche dubbio sull’uso eccesivo delle tracce vocali ma in certi momenti è obbligatorio (non mi riferisco ovviamente ai cori ecclesiastici, ma il fatto che il disco abbia molta produzione sulla voce, che meriterebbe almeno dei coristi in carne ed ossa).



If You Have Ghost (EP) (2013)

Raccolto come fan quel prezzemolino di merda di Dave Grohl, (che una volta deve aver pure suonato con loro sotto mentite spoglie) li ha pure portati in sala a registrare un EP. Con questo inizia la tradizione delle cover che non ti aspetti, ma che funzionano nell’ottica della band. Vedi “I’m a Marionette” degli ABBA. La parte da leone la fa la cover di “If You Have Ghosts” di Roky Erickson (eroe della controcultura americana anni ’60 scomparso di recente): grandissimo pezzo, la loro versione funziona di brutto e suona alla grande…ma è roba che i Metallica avrebbero potuto mettere su Load, al che molta gente ha iniziato a pensare di averli persi per sempre. E invece…



Meliora (2015)

Recuperato di recente, è praticamente il loro Black Album (il bestseller dei Metallica). E non solo perché “Absolution” ricorda parecchio “Of Wolf And Man”: è un disco pieno di riff, con un sound più compresso, indubbiamente metal classico e pieno di melodia. “From The Pinnacle To The Pit” coniuga sound e riffazzi del primo lavoro con assoli e ritornelli super orecchiabili alla Iron Maiden, “Cirice” è stato il singolo che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli estimatori del primo disco, “Mummy Dust” riesce ad alternare atmosfere marziali e riffoni con atmosfera epica. C’è poi pure “He Is”, se volete la loro “Nothing Else Matters”: pezzo e video geniali, una canzone che si stampa in testa ed efficacissima nell’essere una canzone per nostro signore Satana vestita da canzone per Gesù. A livello meta, è praticamente il loro manifesto.  Il sound è ricco e glorioso, con tutti gli strumenti che riescono a ritagliarsi il loro spazio. In generale sono tutte belle, è un disco molto divertente che è stato una gioia da scoprire (mi ha acceso la fotta). Tra l’altro Forge è stato scaltro nel liberarsi della figura papale al momento giusto, mantenendo il trucco  e passando ad essere una sorta di mariachi con face painting da calavera. Una transizione adeguata che gli permette di affrontare pubblico e concerti in maniera differente.



Popestar (EP) (2016)

Lo stato di grazia e la fervente produttività continua con il successivo EP, per cui hanno riservato l’ottimo inedito “Square Hammer”, gran pezzo di heavy rock dal ritornello che non lascia prigionieri. Ci sono poi una manciata di cover, che offrono punti altissimi come “Missionary Man” degli Eurythmics e la splendida “I Believe” dei Simian Mobile Disco (che io conoscevo solo per “Tits and Acid” da GTA IV :-D)



Ceremony and Devotion (2017)

Poco da dire, live molto godibile, ovviamente sbilanciato verso il terzo disco, ma che copre adeguatamente tutta la discografia. Suona bene, suonano bene, e si capisce che abbandonare la figura del papa ha permesso al frontman di crescere. Peccato solo che sia stato registrato a San Franscisco, e gli americani sono un pubblico di merda.



Prequelle (2018)

Non lasciatevi ingannare dalla copertina Bosch-iana e dal tema del disco tutto incentrato sulla peste medievale. L’ultimo è la cosa più anni ’80 che abbiano mai fatto, ma ad un livello spiazzante. Quando va bene è un arena rock che ricorda pure “Poison” di Alice Cooper (il singolo “Rats!”, gran video), quando va meno bene (“Dance Macabre”, comunque orecchiabile e altro gran video) ricorda piuttosto roba come i Lordi. Non mi sento di definirlo un disco metal: “Faith” e i suoi duelli di assoli è quella che ricorda di più il passato, “Pro Memoria” ricorda decisamente più gente come i Blu Oyster Cult o i Genesis ma c’è anche una “See The Lights” che è praticamente la loro idea del pop moderno. Per me la bomba è l’assurda “Miasma”: una strumentale da non credere, dove i Rush di Moving Pictures sono fans dei videogiochi da sala giochi anni ’80, partono riff alla Billy Idol e si finisce pure alla grande con il sassofono. Di sicuro una sorpresa, non mi convince del tutto, ha una parte finale deboluccia.
Divertente il nuovo cantante, Carnival Copia.


Seven Inches of Satanic Panic (2019)

E giusto per ricordare quanto siano cazzoni e non gliene freghi un cazzo, hanno appena fatto uscire un singolo con due pezzi in stile rock psichedelico anni ’60. “Kiss the Go-Goat” e “Mary On A Cross”. Da notare come sia cambiato il modo di cantare di Forge.


Insomma, magari non mi piacciono tutti i pezzi, ma non ricordo altre band in tempi recenti in grado di far uscire così tanta roba, di così tanta qualità, in così poco tempo. Forge riesce ad inventarsi ogni volta ed ha dimostrato di non essere dipendente solo dal costume da papa. Certo andiamo nel territorio minato della ‘band metal che piace alla gente che non ascolta metal’ (tipo i Rammstein) ma questi hanno dimostrato che potrebbero scrivere anche una space-rock-opera ed essere credibili.

Suoneranno a Dicembre a Mantova, io sono tentatissimo. Chi di voi?







Online Qui-Gon Chris

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Re:Ghost
« Risposta #1 il: Settembre 26, 2019, 16:57:14 »
Insomma, magari non mi piacciono tutti i pezzi, ma non ricordo altre band in tempi recenti in grado di far uscire così tanta roba, di così tanta qualità, in così poco tempo.

Evidentemente non conosci i King Gizzard & the Lizard Wizard...  8)

Comunque molto fighi i Ghost, Prequelle a me non piace molto proprio perchè è smaccatamente anni 80, ma non è un brutto disco. Quelli prima mi sfagiolano parecchio. Visivamente super pagliacci ma la trovata di fare canzoni dal sound sacro che in realtà sono inni al demonio, anche se un po' ridicola, in qualche modo funziona.

Però fino a Mantova non so se ho voglia di andare per vederli...

Mi ero perso la diatriba sulla questione dei diritti con la band...  :suspicious:
If the only thing keeping a person decent is the expectation of divine reward then, brother, that person is a piece of shit. And I’d like to get as many of them out in the open as possible. You gotta get together and tell yourself stories that violate every law of the universe just to get through the goddamn day? What’s that say about your reality?